La Foresta Amazzonica
La Foresta Amazzonica
AMAZZONIA
INTRODUZIONE
Geograficamente l' Amazzonia si estende in Perù, e per la maggior parte in Brasile: dalle Ande al mare.
È caratterizzata dalla foresta umida equatoriale, solcata dal complesso fluviale del Rio delle Amazzoni e dei suoi tributari.
L' Amazzonia occupa circa un terzo della superficie dell' America Meridionale; si deve alla foresta fittissima se alcune zone dell' Amazzonia restano ancora oggi pressoché inesplorate.
L' enorme estensione del territorio in rapporto al ristretto numero di abitanti fu di ostacolo alla formazione di grandi agglomerati; anche se in alcune zone, come lungo la costa e sulle rive dei grandi fiumi, i villaggi erano meno sparsi che nella foresta.
RILIEVO DELLA FORESTA AMAZZONICA
La foresta amazzonica si estende su più stati, di conseguenza per determinare il rilievo, dobbiamo osservare l' intera regione, che è divisa in quattro parti per facilitare la comprensione:
-Costa Ovest:
Il rilievo è caratterizzato dalle Ande, che arrivano ad altitudini superiori ai 2000 metri.
-Centro Ovest:
Il rilievo del terreno si abbassa man mano che ci si allontana dalla costa ovest, fino a giungere ad un' altezza pari a quella del mare (0-200 metri).
-Centro:
Il rilievo varia dai zero ai cento metri.
-Costa Est:
Il rilievo è uniforme, si aggira ad altitudini pari a quella del mare.
CLIMA DELLA FORESTA AMAZZONICA
Gli elementi fondamentali del clima sono i venti, la temperatura e le precipitazioni.
La combinazione di questi elementi varia da zona in zona a seconda dell' altitudine, della maggiore o minore distanza dal mare e dell' influenza delle correnti marine fredde o calde.
Tutto il bacino del grande fiume è sottoposto al clima equatoriale, chiamato amazzonico, caratterizzato da temperature elevate durante tutto l' anno, con piccolissime differenze tra inverno e estate, e piogge abbondantissime in tutti i mesi dell' anno, sotto forma di violenti acquazzoni pomeridiani.
È un clima caldo e umido.
Per fortuna sul Rio delle amazzoni, soffiano gli alisei, i ben noti venti costanti, che rinfrescano l' atmosfera.
La valle amazzonica, pur essendo in quella zona che i geografi chiamano torrida, ha un clima caldo ma non soffocante perché, nelle vicine Guaine, il fresco vento dell' oceano non è arrestato dalle elevazioni di terra e spazza in gran parte la grande valle apportandovi aria fresca.
Ma dove i benefici del vento non arrivano il clima diventa torrido e umido.
CONSEGUENZE DELLE GRANDI PIOGGE CHE SI ABBATTONO SU TUTTA LA REGIONE
Per queste piogge, le acque del Rio delle amazzoni e dei suoi affluenti si alzano fino a raggiungere un livello massimo di piena e poi cominciano a decrescere fino a un minimo di secca.
Ma siccome non piove con la stessa intensità per tutti i mesi dell' anno e contemporaneamente in tutta la zona, accade che, mentre il Rio delle amazzoni e i suoi affluenti di destra sono in piena, quelli di sinistra sono in secca e viceversa.
La quantità di precipitazioni è strettamente connessa con l' alto livello termico costante: l' equatore è infatti la linea ideale che riceve durante l' anno la più alta quantità di energia di calore dal sole.
In questa fascia della Terra a fortissima insolazione l' aria vicina al suolo si riscalda più degli strati superiori, diventa leggera e tende a salire verso l' alto; si crea così una zona di bassa pressione permanente che succhia altra aria dai tropici.
Questo ciclo, che ha per motore la luce solare, è continuo e si produce in tutta la fascia equatoriale, salvo quelle regioni dove interferiscono fattori climatici particolari.
L' aria calda che sale verso l' alto è umidità, che deriva dall' evaporazione oceanica o dalla traspirazione delle piante.
Tutta questa umidità si condensa in pioggia quando l' aria che la contiene incontra strati atmosferici più freddi: come conseguenza la pioggia frequente.
Una volta penetrati nella foresta può accadere di non accorgersi dell' arrivo di un temporale, perché di solito il fogliame è talmente fitto da nascondere il cielo alla vista: d' improvviso si sente un fruscio tra le foglie, su in alto; il rumore si fa sempre più frequente fino a sembrare lo scroscio d' una cascata.
Ed ecco che la pioggia riesce a farsi strada fino al suolo; prima scivola lungo i rami e i tronchi degli alberi, e forma dalla base pozzanghere che si allargano rapidamente; dopo un po' è tutto un gocciolare, come se un gigantesco annaffiatoio si fosse rovesciato, tutto si inzuppa in un attimo.
Per fortuna il temporale finisce presto, ma quando i nuvoloni sono ormai lontani nel sottobosco sta ancora piovendo: è l' acqua intercettata dalle foglie degli alberi che cade a terra passando da una foglia all' altra.
LA FORESTA VERA E PROPRIA OCCUPA
Circa il 70% del bacino amazzonico:
oltre 5 milioni di Kmq.
il 40% delle foreste tropicali di tutto il pianeta
la parte restante è soprattutto vegetazione bassa.
IL CENTRO DI TUTTO È IL RIO DELLE AMAZZONI
Il Rio delle Amazzoni è il fiume più grande del mondo, secondo recenti misurazioni;
partendo da una piccola sorgente delle Ande, nei suoi 6.700 e più Km. il fiume riceve l'acqua di oltre 1.100 affluenti principali e secondari, formando così il maggior sistema idrografico del pianeta.
La vita nella foresta sarebbe imprenscindibile senza questa presenza e senza i suoi 24.000 Km. di canali navigabili.
Ed è anche la conca idrografica più grande del mondo:
7,3 milioni di Kmq,42% del Sud America
LA FORESTA AMAZZONICA COPRE ALMENO IN PARTE NOVE PAESI DELL' AMERICA LATINA
Brasile (67,79%), costituisce il 58% del territorio nazionale
Perù (13,02%),La regione amazzonica peruviana costituisce circa il 65-70% del territorio nazionale del Perù, si calcolano 775,650 Kmq.
Bolivia (11,20%), costituisce il 75% del territorio nazionale
Ecuador (1,67%), costituisce il 51% del territorio nazionale
Colombia (5,52%), costituisce il 36% del territorio nazionale
Venezuela (0,72%), costituisce il 5,78% del territorio nazionale
Guyana (francese e olandese) e Suriname (0,08%), costituisce il 2,73% dei tre territori nazionali.
GLI YANOMAMI
LE ORIGINE DEL NOME
Il nome "Yanomami" non indica una nazione in senso politico, ma è un termine tribale generico usato dagli studiosi per designare varie tribù indigene, tra cui i Sanemà, i Waikà ed i Samatari.
La parola "Yonomami" significa letteralmente "essere umano".I
LA LORO ORIGINE
Gli Yonomami sono di statura bassa.
Essi hanno gli occhi a mandorla, sono infatti gli occhi a spiegare le loro origini asiatiche.

TERRITORIO E RELAZIONI SOCIALI
I limiti di un territorio per un Indio sono di carattere più sociale che geografico, quindi il proprio territorio comincia o termina dove c'è il suo popolo o terminano le sue relazioni.
La società indigena è una società senza classi e per varie ragioni:
- l'accesso alle ricchezze della foresta è aperto a tutti;
- non c'è diritto definitivo alle ricchezze come terra, animali, frutta, ma solo di uso temporaneo;
- sistema dell'uso della terra fondato su una visione sociale e non privata;
- tutti gli individui partecipano, praticamente, ai doveri e i diritti secondo il loro sesso e capacità;
- la produzione, frutto del lavoro, la ricchezza della natura, tutta l'economia, quindi, è fondata sulle necessità del popolo e non sul profitto. Si produce per vivere, non si lavora per accumulare profitto;
- equilibrio tra natura e popolazioni indigene.
Questi sono i principi-base con cui funziona gran parte della società amazzonica.
E' chiaro che il processo di colonizzazione sta inevitabilmente alterando questi concetti tradizionali.
Nella storia dell'America Latina noi possiamo verificare che gli indios, perdendo o mancando di una funzione economica dentro il sistema coloniale, erano costretti a cercare rifugio in regioni economicamente senza interesse.
Dove la fuga non fu possibile gli indios furono sterminati.
Una delle principali ragioni di quella politica dello sterminio è dovuta al fatto che gli indios, nella loro maggioranza, vivevano in un sistema sociale di tipo collettivistico e comunitario, e mostravano, in maniera irrefutabile, che era possibile meglio fuori da un sistema economico coloniale.
Gli indios davano, così, prova di una organizzazione socio-economica efficace.
Gli indios non rappresentano, quindi, un sistema arretrato, ma un sistema in cui è possibile intravedere i semi di un futuro migliore.
NOMI DEI VARI POPOLI
Il nome di un popolo può variare di tempo in tempo, solitamente il nome viene dato in base al luogo in cui abitano; quando cambiano il luogo di abitazione, sovente cambiano anche il nome del popolo.
La sillaba finale - teri o - tedi significa villaggio.
Si può stimare a 125 il numero di villaggi Yonomami.
La popolazione di un villaggio è generalmente composta da meno di 100 abitanti.
L ' ESTINZIONE DEGLI INDIOS
Soltanto in questo secolo sono state cancellate in Amazzonia 87 etnie (quasi una ogni anno) e molte sono destinate all'estinzione perché costituite da gruppi troppo esigui come i 36 Bakairi e i 13 Diahoi.
Cause della loro estinzione:
- Le aggressioni dirette
- La distruzione dell'Amazzonia: in 8 anni circa 700.000 Kmq di foresta.
È la più grande riserva di biodiversità: 100/200 specie vegetali ogni ettaro di foresta.
- Le malattie: sono portate dai bianchi che invadono le loro terre (malaria, tubercolosi, morbillo, la semplice influenza può essere mortale, non essendo ad essa immunizzati).
- I garimpeiros: sono cercatori d'oro e per purificarlo usano mercurio inquinando gravemente i fiumi.
- I fazendeiros: i proprietari delle aziende agricole.
- I madereiros: i boscaioli.
- La costruzione di grandi dighe.
IL VILLAGGIO: LO SCIABONO
La presenza indigena:
Al momento della conquista dell'America, l'Amazzonia era occupata da almeno 2.000 popolazioni indigene, e gli abitanti, si stima, superassero i 7 milioni di persone.
Oggi sopravvivono circa 400 gruppi etnici, con una popolazione tra 1 e 2,5 milioni di persone.
Nell'Amazzonia peruviana esistono 63 popoli indigeni appartenenti a 12 famiglie linguistiche, con una popolazione che supera i 300.000 persone.
Tuttavia, secondo i dati dell'ultimo censimento, che dopo di una decade incorporava la variabile etnica, si sono identificati solo 49 gruppi etnici, con una popolazione di appena di 190.295 persone.
L'equivoco non è casuale: la metodologia dell'inchiesta e altri fattori politici hanno determinato una sottostima della popolazione, arrivando a negare l'esistenza ed il riconoscimento del carattere indigeno a comunità intere.
Possiamo suddividere per praticità gli abitanti dell'Amazzonia in 5 fasce:
- Indigeni
- Campesinos ribereños
- Campesinos de montaña
- Coloni
- Gente di città
Ricordiamo che la popolazione yanomama oggi conta appena sedicimila individui suddivisi in poco più di trecento villaggi distribuiti su 250000 chilometri quadrati, è la popolazione rimasta dopo il genocidio (distruzione di un popolo intero) preparato dal uomo bianco nel sedicesimo secolo.
Gli yanomami sono seminomadi, ma non hanno mai abbandonato la struttura di base della loro cultura.
Non lasciano mai il loro sciabono detto anche sciapuno apparte quando la roça vicino non produce più cibo o quando si sentono minacciati .
Lo sciabono è una "casa villaggio" che conta da venti a trenta capanne, da centoventi a 150 persone; sopra questo limite si crea una situazione di sovraffollamento.
In questo caso il piccolo popolo si deve dividere e costruire un secondo sciabono di cui la progettazione è di tutto il popolo, mentre il luogo è della sicurezza.
Preparazione del terreno e costruzione:
Per preparare un terreno viene disboscato un pezzo di terreno si attende che la vegetazione tagliata secchi, le si dà fuoco si pulisce e si inizia la costruzione.
Prendono parte lavori gli uomini sotto la guida del "tusciaua"(il capo), le donne e i ragazzi portano foglie di palma (o altre) per il tetto.
Lo sciabono è costruito di: foglie ( per la maggior parte di palma ) e legni
L' ALIMENTAZIONE
Le piante costituiscono il 60% del fabbisogno alimentare, le piante selvatiche il 20%, piccoli animali e la selvaggina (cacciagione) rappresentano il 15% e la pesca il 5%.
La caccia, essendo la selvaggina non particolarmente abbondante, è secondaria rispetto alla raccolta e all'orticoltura, dove questa è presente.

L'arco e le frecce sono di recente introduzione e prima i cacciatori erano soliti cacciare con lance e mazze.
Il cane, di antica introduzione, è sempre stato usato limitatamente alla caccia della selvaggina di maggiori dimensioni.
La caccia è quasi sempre individuale, e solo prima delle cerimonie o delle feste si procede ad una grande caccia collettiva, per rifornire di cibo la comunità.
A volte succede che i cacciatori uccidano troppi animali spopolando così la contrada, ragion per cui diventa necessario spostare il villaggio in un'altra zona.
Gli Yonomami cacciano normalmente tapiri, cervi, pesari, formichieri, armadilli, scimmie, aguti, serpenti, tartarughe e inoltre, per ragioni magiche, cacciano giaguari, puma e ocelot.
L' ORTICOLTURA DELLA ROçA
Gli yanomami hanno adottato l' orticoltura solo nel corso dell' ultimo secolo prima essi erano cacciatori o raccoglitori, anche se alcuni secoli fa avevano mosso i primi passi verso un tipo di orticoltura simile, l' arboricoltura.
Essi impararono a trapiantare nelle vicinanze delle abitazioni pianticelle, per esempio banane ( anche molte altre ).
Non ostante queste coltivazioni, ancora oggi gran parte dell' economia o quasi tutti i riti che le fanno da contorno seguono il modello delle culture di caccia o raccolta.
L' arbori coltura tende a rendere più stabile l' economia yanomama con i suoi frutti come il banano.
Gli alberi sono possesso di chi l' ha piantato, e quindi è piuttosto difficile che gli indigeni spostino il villaggio quando il raccolto si promette abbondante.
Presso alcuni gruppi oggi è anche molto importante l' orticoltura, attualmente dall'' introduzione di attrezzi ed utensili di metallo.
La roça è un campo coltivato di cui la produttività del terreno si esaurisce nel giro di cinque-sei anni al massimo dopo di che è necessario strappare alla foresta un altro pezzo di terra.
Per aprire un nuova roça ci vogliono sei mesi di preparazione a cui lavorano tutti , più tardi quando sarà finito ci lavoreranno solo donne.
Ad alcune piante ritenuti sacre o considerate magiche ma anche al tabacco si dedicano notevoli cure.
Nella roça si coltivano diversi prodotti come: banani, papaie, miglio, verdure, patate, igname, manioca e mais.

Ma non solo mangimi ... anche tabacco canne di bambù per la fabbricazione delle frecce, una pianta per fabbricare la tintura rossa il cotone per fare delle amache, zucche per fare recipienti peperoncini rossi e piante dalle quali ricavano polveri magici per la caccia o contro i nemici.
I cibi vengono cotti arrostendoli sul baracot o nelle ceneri, oppure bolliti.
I compiti di cucina vengono distribuiti tra uomini e donne.
Il sale è ancora sconosciuto e viene sostituito con la cenere dell' albero Karoriheki.
Molti alimentari sono invece consumati crudi come le larve degli insetti,tra essi è molto diffusa la geofagia che consiste di nutrirsi di terra (sia per gli adulti che per i bambini ) la terra preferita è la terra bianca, quella cioè in cui sono presenti larve di insetti.
Due curiosità: grazie all' agricoltura gli yanomami da nomadi sono diventati semi-nomadi,l' altra è che ci sono due celebrazioni-due rituali legati alla semina per invocare la pioggia e per chiedere aiuto agli antenati.
La pittura sul corpo è uno specchio dello stato d' animo.
LA PITTURA SU CORPO
Per gli yanomami la pittura sul corpo, oltre ad essere un modo di descriversi, è anche un modo di vestirsi.
Per esempio:
Le macchie tonde sul corpo rappresentano il giaguaro (potenza)
Le strisce curve invece rappresentano il serpente
Le strisce diritte attraversate da segmenti obliqui rappresentano l'arpia (donna brutta)
I COSMETICI PIÙ USATI SONO:
L' ukurù rosso che serve anche per decorare ceste, archi, frecce, ..., la genipa blu scuro, il giallo e altri tratti da vegetali, e il nero che viene tratto dal carbone.
La preparazione dei cosmetici è lunga, sbucciati i semi in un recipiente cavo si aggiunge dell' acqua e si spremono, la poltiglia viene passata nel setaccio per pulirla.
Il tutto poi viene fatto raffreddare, e dopo tre o quattro giorni il cosmetico è pronto.
Come pennello per pitturare usano un pezzetto di liana masticato alle estremità.
LA FORESTA AMAZZONICA ED I SUOI ABITANTI: GLI YANOMAMI
Dio è grande,
ma la foresta è più grande
(proverbio degli indios dell'Amazzonia)