La Porta di Brandeburgo

 
 


Descrizione generale


Con la costruzione delle mura di confine della città di Berlino nel 1734 fu costruito uno degli antenati della porta. Porta di confine che, a causa della rapida crescita della città, si ritrovò presto ad essere al centro della stessa.

La Porta di Brandeburgo è un imponente arco neoclassico che è stato costruito tra il 1788 ed il 1791 dall’architetto Carl Gotthard Langhans, su richiesta di re Federico Guglielmo II° (*1744 a Berlino; †1797 a Potsdam), re di Prussia a partire dal 1786, seguendo il modello dei Propilei di Atene, visto che Berlino nel XVII° secolo era divenuta il centro del potere in Europa. La porta è alta 26 metri, larga 65,5 ed ha una profondità di 11 metri. È composta da sei colonne doriche che formano cinque passaggi; quello in mezzo è un po’ più largo degli altri, ossia 5,5 metri rispetto ai 3,8 degli altri. Fino alla sua dimissione nel 1918 solo il re poteva passare attraverso il passaggio centrale.
“I bassorilievi che si trovano sulla porta rappresentano scene della mitologia greca. Sotto la Quadriga verso il Pariser Platz è rappresentata la delicata Dea della pace Irene simbolo della gioia, delle arti, della giustizia e della scienza. Questa è accompagnata dal forte Ercole simbolo d’invidia e del disaccordo. I suoi atti eroici sono espressi nei 20 rilievi nei cinque passaggi come simbolo della vittoria da parte della virtù e della civilizzazione sull'avarizia e sulle barbarie. Uccide la Dea dalle nove teste respiratrice di veleno Idra, doma il toro di Creta, aiuta gli Dei di Olimpo nella guerra contro gli oscuri giganti e così via.”

Nel corso degli ultimi due secoli la Porta di Brandeburgo ha continuamente mutato aspetto e colore. Dal greco bianco al marrone-caffè. Di autentico alla porta oggi è rimasto poco nulla. “Se in tutte le restaurazioni si fosse applicata l’ortodossia della cura dei monumenti, secondo la quale devono essere leggibili chiaramente tutti gli interventi di tutti i tempi, ora la porta apparirebbe davanti ai nostri occhi come un grottesco mosaico” scrive il quotidiano tedesco DieWelt .

Molti sono gli eventi della storia di Berlino che sono legati alla Porta di Brandeburgo. Di modo che ci sia chi la descrive come il simbolo di Berlino, simbolo della storia di Berlino e indirettamente simbolo di tutta Germania e della sua storia.

È interessante notare che già Germaine de Stael-Holstein una famosa letterata francese nata a Parigi il 22 aprile 1766 e morta il 14 luglio 1817 metteva in risalto più di due secoli fa come Berlino svolga una funzione chiave tra l’Europa dell’est e l’Europa dell’ovest. Ruolo che più tardi verrà attribuito in modo particolare alla Porta di Brandeburgo.


La costruzione


Attorno al 1800 a Berlino si dà parecchio valore all’apertura dello spirito e quindi al dare vitalità allo spazio pubblico e in particolare al “Boulevard Unter den Linden”. Come conseguenza della critica mossa alla società da parte di Rousseau ci si avvicina al vivere nella natura. La Porta di Brandeburgo si trova al Pariser Platz, costituisce la fine occidentale della Strasse unter den Linden e allo stesso tempo il confine tra la città ed il Tiergarten. Portava lo sguardo dalla città verso la natura. Di notte era illuminata da delle fiaccole provenienti da Londra.
Alla sua costruzione non le fu attribuito nessun valore particolare, se non quello di una costruzione moderna e cosmopolita come si riteneva che fosse la città di Berlino a quei tempi. Dunque niente che la rendeva particolare e distinta rispetto alle altre costruzioni dell’epoca. Tanto che l'inaugurazione non era accompagnata né da festeggiamenti, né da parate, né dalla presenza di Federico Guglielmo II°.


I primi significati: vittoria, sconfitta e identità nazionale


Due anni dopo il completamento dell’opera in cima alla porta fu posta una statua in rame alta cinque metri che porta il nome di Quadriga. La Quadriga rappresenta Nike, la Dea alata della vittoria, come Dea della pace su di un carro trainato da quattro cavalli che vanno in direzione est verso il centro della città. Fu progettata da Johann Gottfried Schadow (*1764-†1850) e svolse un ruolo fondamentale per il giungimento della porta a simbolo. In origine il suo significato era quello di ricordare la riconciliazione nei Paesi Bassi, dove Federico Guglielmo II° era intervenuto con la forza militare nel 1787 per evitare la guerra civile ed il crollo. Infatti in origine la porta avrebbe dovuto chiamarsi “Friedenstor”, porta della pace.
“Nel 1804 dopo la pubblicazione del Code Civil da parte di Napoleone, in cui egli scrisse che la Chiesa dev’esser separata dallo Stato, i prussiani decisero di mutare il colore bianco della Porta di Brandeburgo, simbolo di pensiero repubblicano, in un colore marrone chiaro “Café au lait” simile a quello della Marienkirche. L’editore Julius Voss colse il significato politico di quest’atto e lo polemizzò fortemente.” Già più di dieci anni prima nel 1789, quando a partire dal 28 settembre la Francia decise di saccheggiare le Chiese, i prussiani decisero di fare proprio il contrario. I prussiani decisero infatti di restaurare la Marienkirche per dimostrare l’unità tra Stato, Chiesa, la classe media e la storia.
Il valore simbolico che aveva la Porta di Brandeburgo per i francesi lo si vide nell’ottobre del 1806. Napoleone festeggiò la conquista di Prussia cavalcando attraverso la porta portando la Quadriga a Parigi come bottino di guerra, dove avrebbe dovuto venir esposta. Ma prima che accadde ciò a Napoleone fu tolto il potere e la Quadriga tornò a Berlino nel 1814 dove fu restaurata e dove si aggiunse la corona di quercia e l'aquila prussiana a completare il nuovo simbolo di potere, ossia la croce di ferro. “È grazie a questo rapimento che la Quadriga e la porta divennero veramente conosciute” . Da simbolo di sconfitta divenne simbolo di vittoria sui francesi nelle guerre di liberazione, svoltesi tra il 1813 ed il 1815, e simbolo dell’identità nazionale.

Durante la restaurazione della porta nel 1816/17 l’architetto Karl Friedrich Schinkel cercò di fare ritornare la porta al colore del marmo che ebbe in origine, giungendo al compromesso del grigio chiaro.


Significati: potere e rivoluzione


Con l'abbattimento delle mura di confine della città nel 1860 fu eliminata pure la maggior parte delle porte, la Porta di Brandeburgo è oggi l'ultima rimasta.

Nel 1868 Johann Heinrich Strack (*1805 Bückeburg - †1880 Berlino) aggiunse ai lati della costruzione centrale due basse costruzioni, che collegavano la porta alle case della porta in cui vivevano i doganieri. Allo stesso tempo la porta ottenne un colore grigio scuro.

Nel 1871 l’esercito prussiano mise in mostra la sua forza sfilando in una parata sotto la porta, dopo aver vinto la guerra del 1870/71 contro la Francia. Guerra che ebbe luogo a causa dell'opposizione della Francia ad una possibile ascesa del candidato tedesco al trono spagnolo e a causa di un messaggio propagandistico lanciato dal cancelliere Otto von Bismarck (*1815-†1898, soprannominato “Cancelliere di ferro”). Una delle conseguenze della guerra fu l'unificazione della Germania nell'impero germanico. Questa guerra segnò il culmine degli attriti tra Francia e Prussia.

Nel 1918 è il turno degli Spartakisten a sfilare sotto la porta. Gli spartacisti erano dei rivoluzionari di stampo bolscevico che in 100'000, per la maggior parte operai, invasero la capitale del Reich tedesco il 9 novembre. Guglielmo II° (*1859-†1941, ultimo re ed imperatore prussiano dal 1888 al 1918) è costretto ad abdicare, momento che segna la fine della monarchia e del Reich tedesco.


Il significato per i nazisti


Il 30 gennaio 1933 i nazionalsocialisti festeggiarono la salita al potere di Hitler con una fiaccolata che passava attraverso la Porta di Brandeburgo. Anche alle olimpiadi del 1936 la porta fu usata da parte dei nazisti come simbolo per manifestare il proprio potere.


Il ritorno alla funzione originaria, simbolo di divisione e manifestazioni


Nel 1945, dopo la fine della guerra, Berlino fu divisa in quattro settori e la Porta di Brandeburgo ritornò alla sua funzione originaria dividendo il settore britannico da quello sovietico. I sovietici issarono la bandiera rossa in cima alla porta come simbolo della vittoria sul fascismo, una foto fatta per i media girò il mondo come propaganda.

Il 17 giugno 1953 ai piedi della Porta si svolse un’imponente manifestazione di lavoratori contro l’unione sovietica. Era da un po’ che a Berlino-est scarseggiavano i rifornimenti per i prodotti di consumo quotidiano. Inoltre i dimostranti chiedevano l’aumento salariale, la riduzione dell’orario lavorativo e la liberazione dei detenuti politici. La rivolta fu repressa con la forza, 51 persone persero la vita. È da qui che deriva il nome “Starsse des 17. Juni” che costituisce la continuazione della “Unter den Linden” dalla parte est della porta. Alcuni dimostranti salirono sulla Porta di Brandeburgo, scambiarono la bandiera sovietica con quella tricolore nero-rosso-oro e bruciarono quella rossa.

Durante la seconda guerra mondiale la Porta e la Quadriga furono seriamente danneggiate. Nel 1956, il 21 settembre, si decise di restaurarle. Nonostante le controversie del clima della guerra fredda tra la parte est e ovest di Berlino le due parti collaborarono. La restaurazione fu terminata il 14 dicembre 1957. “Alla porta furono tolti tutti gli strati di vernice, poiché si volle realizzare un progetto della Repubblica di Weimar che prevedeva di farne un monumento nazionale di pietra, progetto mai realizzato per mancanza di mezzi finanziari.” La Quadriga fu completamente sostituita, per fortuna gli stampi originali si trovarono ancora nel deposito della fonderia Noack di Berlino ovest. Prima che la Quadriga fosse rimessa al suo posto da Berlino-est, la DDR fece togliere la croce di ferro e l'aquila poiché li riteneva simboli del militarismo prussiano.

Il 13 agosto 1961 fu costruito il muro di Berlino. Una cortina, dapprima di filo spinato poi di cemento armato, lunga 107 km che divideva la città in due settori: la Repubblica federale tedesca e la Repubblica democratica tedesca. La sua funzione era quella di arginare la fuga dalla Repubblica democratica tedesca verso la Repubblica federale dove il miracolo economico dava i primi frutti. La porta di Brandeburgo si trovò in mezzo alla terra di nessuno, ossia sulla linea di confine tra est e ovest e non potè più esser attraversata. Solo i soldati di Berlino-est vi si potevano avvicinare visto che comunque era nel settore sovietico della città. La Porta divenne così simbolo della divisione tra DDR e BRD.

Il 12 giugno 1987 il Presidente americano Ronald Reagan (*1911-†2004, 40esimo presidente americano dal 1981 al 1989) tenne un discorso nei pressi della porta e pronunciò le seguenti parole: "Mr. Gorbachev, open this gate! Mr. Gorbachev, tear down this wall" (signor Gorbachev, apra questa porta! Signor Gorbachev, abbatta questo muro)


La porta oggi, simbolo dell’unità e di libertà


Il 22 dicembre 1989, a 28 anni dalla costruzione del muro e dopo che questo era crollato il 9 novembre, più di 100'000 si radunarono per festeggiare la riapertura della porta. Divenne così simbolo dell’unità tedesca.

Oggi dalla parte ovest del muro una striscia rossa segna la traiettoria che seguiva il muro, dalla parte est invece questa striscia manca.
Nella notte di capodanno 1989/90 la Quadriga fu seriamente danneggiata e fu quindi restaurata nel 1991 dove le fu anche rimessa la croce di ferro.

Pure la porta, in parte perché è stata trascurata per molti anni e in parte anche a causa di fenomeni naturali, dovette esser restaurata. Dopo 22 mesi di restaurazione fu riinagurata il 3 ottobre 2002, giorno dell’unità tedesca. Il 3 ottobre 1990 infatti avveniva la riunificazione della Germania dopo che il 12 settembre fu firmato il Trattato 2+4 (cioè tra i due stati tedeschi e le quattro potenze vincitrici dell’ultima guerra). Durante questa restaurazione il popolo berlinese decise di non pitturare la porta ma di far sì che si veda il sasso. “Con questa decisione il popolo decise di ritornare agli anni ’20 dell’epoca d’oro di Berlino a cui dal 1989 Berlino vorrebbe malinconicamente riagganciarsi.”

Domenica 23 giugno 1996 è la volta del Papa che da sotto la Porta di Brandeburgo ricapitola gli eventi degli anni passati e lancia un appello alla libertà sottolineando il valore simbolico della porta:
“[…]Fin dall'inizio desideravo sinceramente, durante questa visita pastorale in Germania, venire qui a Berlino. […] volevo incontrare […] tutti i berlinesi, che hanno dovuto sopportare la dolorosa divisione della loro città per decenni e ciononostante […] la forza della violenza e della coercizione, dei muri e dei fili spinati non ha potuto lacerare i cuori degli uomini.
In nessun altro luogo come in questo, durante la violenta divisione del vostro paese, il desiderio di unità si è collegato così tanto a un'opera di edificazione. La Porta di Brandeburgo è stata occupata da due dittature tedesche. Ai dittatori nazionalsocialisti serviva da imponente scenario per le parate e le fiaccolate ed è stata murata dai tiranni comunisti. Poiché avevano paura della libertà, gli ideologi trasformarono una porta in un muro. […] La porta chiusa di Bandeburgo era lì come simbolo della divisione; quando infine fu aperta, divenne simbolo dell'unità […] e si può dire a ragione: la Porta di Brandeburgo è diventata la Porta della libertà.

In questo luogo così permeato di storia mi sento spinto a rivolgere un urgente appello per la libertà a tutti voi qui presenti, al popolo tedesco, all'Europa, anch'essa chiamata all'unità nella libertà, a tutti gli uomini di buona volontà. Possa questo appello raggiungere anche quei popoli ai quali fino a oggi è stato negato il diritto all'autodeterminazione, ai non pochi popoli - sono di fatto molti - ai quali non sono garantite le libertà fondamentali della persona: la libertà di fede, di coscienza e la libertà politica […]”

Dopo che negli anni '90 vi è stata un'accesa discussione sul fatto se debba esser chiusa o no al traffico, il senato berlinese il 22 ottobre 2002 decise di renderla zona pedonale chiudendo la porta al traffico. L’asfalto del Pariser Platz fu tolto ed al suo posto oggi si trova il granito volto a valorizzare la piazza ma soprattutto la costruzione che da due secoli detiene il ruolo di monumento principale.

La porta, a causa della sua lunga storia e del suo ruolo, è oggi divenuta una mecca turistica ed è raffigurata sulle monete da 10, 20 e 50 Cent come simbolo della divisione e dell'unione.


Conclusioni


La Porta di Brandeburgo potrebbe essere paragonata ad un ponte. Il ponte sta lì, fermo, mentre sotto di lui passa l’acqua. Il ponte vede ogni molecola d’acqua. Sotto la Porta di Brandeburgo invece del fiume e dell’acqua scorre la storia con i suoi eventi e lei l’ha vissuta tutta.


Bibliografia


Arrnt Cobbers, Die 100 wichtigsten Berliner Bauwerke, Berlin, Jaron Verlag, 1998
Pagine 56 e 57
Letizia Gianni,
Berlino, Milano, Touring Club italiano, 2003

http://www.reisezonk.de/berlin/brandenburger-tor.html
Sito internet che funge da “Guida turistica per grandi città”, attualmente comprende solo Berlino, Londra e Parigi. Ultima consultazione: Giovedì 27 aprile 2006
http://www.berlinonline.de/
Sito internet del quotidiano berlinese “Berliner Zeitung” con archivio ondine accessibile a tutti. Ultima consultazione: Giovedì 27 aprile 2006
http://www.welt.de/
Sito internet del quotidiano tedesco “Die Welt” con archivio ondine accessibile a tutti. Ultima consultazione: Giovedì 27 aprile 2006
http://www.planet-wissen.de/
Sito internet di una trasmissione televisiva della Wdr e Swr, televisioni locali tedesche. Ultima consultazione: Giovedì 27 aprile 2006
http://www.berlin.de/tourismus/sehenswuerdigkeiten/28811.html
Sito internet della città di Berlino. Ultima consultazione: Giovedì 27 aprile 2006
http://www.dieterhoof-paedagogik-kultur.de/brandenburger_tor.htm
Sito internet del Dr. Prof. Dieter Hoof dell’università di Braunschweig. Ultima consultazione: Giovedì 27 aprile 2006
http://www.bundesarchiv.de/
Sito ufficiale dell’archivio federale della Repubblica tedesca. Presenta anche una versione in inglese. Ultima consultazione: Giovedì 27 aprile 2006
http://www.impresaviaggi.it/cons_ger.htm
Sito della Impresa Viaggi Tour Operator, agenzia di viaggi, che comprende una vasta guida. Ultima consultazione: Giovedì 27 aprile 2006
http://wikipedia.org/
L’enciclopedia libera “Wikipedia”, gli articoli contenuti sono redatti da volontari. Consultata sia in tedesco per chiarire gli aspetti storici. Ultima consultazione: Giovedì 27 aprile 2006






 

La Porta di Brandeburgo nel tempo

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