La Torre Eiffel

 
 


Descrizione immagine


L’immagine che ho preso per la mia ricerca è un manifesto che rappresenta l’Esposizione universale di Parigi del 1889.
In questa veduta generale è possibile osservare i due monumenti simbolo eretti in occasione di questa manifestazione: la galleria delle Macchine e la Torre Eiffel. La torre, nell’immagine, si trova al centro di quest’Esposizione con in cima la bandiera francese. Sotto la Torre Eiffel, si estende il campo di Marte, anticamente luogo militare e successivamente trasformato in giardino. La torre è circondata dalla galleria delle Macchine e dal fiume Senna. Al di là della Senna vi è il gigantesco Palazzo del Trocadéro, costruito per l’Esposizione del 1878 e distrutto in occasione della Manifestazione del 1937. A fare da cornice a quest’esposizione troviamo una Parigi del novecento, la quale non è l’elemento portante dell’immagine.

La torre avrebbe dovuto servire da entrata a questa Fiera Mondiale organizzata per celebrare il centenario della Rivoluzione Francese.
Fu costruita su progetto e calcoli dell'ingegnere di Digione Alexandre-Gustave Eiffel che diede il nome alla costruzione.
Gli anni in cui fu eretta erano quelli della seconda rivoluzione industriale, anni di progresso, di conquiste scientifiche. Assieme ad un secondo monumento (la galleria delle Macchine), rappresentano le modificazioni radicali in atto in questo periodo e in particolare nel caso della Torre Eiffel, l’importanza degli ingegneri a fianco degli architetti. Per questo motivo ho deciso di prendere in considerazione la Torre Eiffel come simbolo di modernità e progresso.


Analisi


Seconda rivoluzione industriale
La torre fu eretta durante gli anni della seconda Rivoluzione industriale (prima metà del XIX secolo). “Si cercava di adattare ogni arte al nuovo corso che aveva preso la vita, di far corrispondere ogni attività umana alla nuova sensibilità che i tempi avevano così rapidamente trasformato1”. Per questo motivo anche nell’architettura avvennero queste modifiche essenziali; furono usati nuovi materiali da costruzione, come il ferro, il vetro e l’acciaio, affinché ogni edificio fosse più leggero, dinamico e moderno. Nella seconda rivoluzione industriale lo sviluppo della metallurgia aveva giocato un ruolo essenziale. La ghisa aveva fatto la sua entrata nel campo della costruzione nel 1779, attraverso il ponte di Coalbrookdale in Inghilterra e in Francia con il ponte “des Arts” nel 1803. Le strutture metalliche cominciarono a diffondersi all’interno delle fabbriche tessili, in generale in tutti i tipi di costruzioni e in particolare in quelle di teatri. Il ferro laminato s’impose verso il 1845 come materiale più efficace e più economico della ghisa, aprendo la strada ad uno spettacolare rinnovamento nelle forme di costruzione. Le Halles di Parigi, edificate nel 1853 da Victor Baltard e Félix Callet, sono in Francia il primo importante edificio, dove il metallo fu apertamente allestito. Questa costruzione aveva aperto la strada a delle nuove tipologie d’edificio volute dalla società industriale, come stazioni, mercati, fabbriche, grandi magazzini, chioschi e padiglioni d’esposizione. L’architettura del ferro sbocciò, affinché, si potessero costruire delle costruzioni più originali e più spettacolari rispetto al passato (tra cui la Torre Eiffel), grazie alle sue qualità d’eleganza, purezza, leggerezza, trasparenza e nello stesso tempo di dinamismo e forza bruta. Verso il 1885, all’epoca della edificazione della torre, l’utilizzazione del ferro e dell’acciaio si allargò diffusamente nella realizzazione di ponti e nella struttura degli edifici. Gli ingegneri affermarono il loro ruolo crescente nell’architettura attraverso la padronanza del calcolo e della costruzione. Si sostituì così l’ingegnere all’architetto e Gustave Eiffel, con la sua Torre ne è un esempio evidente.
Il ferro, l’acciaio, il vetro, il legno ed il gesso sono anche però i materiali usati per le costruzioni temporanee che venivano e vengono realizzate in occasione delle manifestazioni universali.


Esposizione universale
L’esposizione universale è una delle tipologie di manifestazioni mondiale approvate dalla Bureau International des Expositions (solitamente abbreviato BIE). Esposizione mondiale, è il nome generico che indica diverse grandi esposizioni tenutesi fin dalla metà del XIX secolo. Vi sono le esposizioni universali, internazionali o specializzate. Nel caso della manifestazione tenutasi a Parigi, nel 1889, si parla d’Esposizione universale. La caratteristica principale è quella di trattare un tema universale, nel senso che riguarda l’intera umanità in quel determinato periodo storico; hanno quindi solitamente un tema base, che viene usato per la costruzione di padiglioni, che rappresentano l’opinione delle varie nazioni su quel tema. Per distinguere queste esposizioni, da quelle minori, vi sono diversi elementi; innanzitutto, esse richiedono una progettazione da zero dei padiglioni, e il risultato è, perciò, una competizione tra le diverse nazioni per la creazione di una struttura più particolare, memorabile e spettacolare che possa esserci. Secondariamente, esse si svolgono con una frequenza minore rispetto alle manifestazioni specializzate o internazionali, poiché sono più costose2 .
Nel caso dell’esposizione del 1889, il tema principale era la manifestazione del progresso dell’intera umanità nel periodo della seconda rivoluzione industriale, e nella fattispecie, l’impatto dell’industria sul mondo artistico, che si era sempre più sviluppato grazie all’utilizzazione di determinati materiali per la realizzazione, in generale, d’edifici. In più, si voleva evidenziare il progresso sui palazzi dell’eclettismo (perciò, superare il gusto tradizionale che prediligeva tutto ciò che era decorativo e monumentale) ed infine evidenziare l’importanza degli ingegneri a fianco degli architetti.

Attraverso le Esposizioni anche la ferrovia, altro esempio di contrasto ottocentesco fra tecnica e arte, ha potuto migliorare la sua immagine traendo vantaggi a livello internazionale. La ferrovia è una sperimentazione tecnologica in materia di trasporti pubblici ed è anch’essa, come la Torre Eiffel, un misto tra ingegneria e architettura monumentale, di fatti, la tettoia per i treni riguarda il campo della ingegneria e il fabbricato dei viaggiatori, quello dell’architettura. Si potrebbe affermare che le Esposizioni e la ferrovia si sono, in un certo senso, nella loro diffusione, aiutate a vicenda: attraverso la ferrovia, per la prima volta la gente poté usufruire dei treni alimentati dall’elettricità e percorrere brevi tragitti su monorotaia; un gran numero di persone poté attuare spostamenti contemporaneamente, facilmente, senza fatica e soprattutto velocemente, per dirigersi anche alle Esposizioni. Nello stesso tempo le Esposizioni avevano bisogno di un nuovo trasporto pubblico che facesse muovere più velocemente e simultaneamente una grande massa di persone. Quindi, entrambi si sono aiutati a vicenda nel diffondere a livello internazionale la loro immagine. Esprime bene questo concetto di modernità e progresso Guido Zucconi nel suo libro “la città dell’Ottocento”: “Le esposizioni anticipano dunque scenari futuri. Dominate dagli spostamenti quotidiani di grandi folle, esse costituiscono la prova generale di ciò che, di lì a breve, avverrà a Londra, a Parigi, a New York.”


Torre Eiffel simbolo di progresso e modernità
La Torre Eiffel, è lei stessa simbolo di modernità e progresso sia nel suo significato originario per mostrare il progresso dell’umanità in quell’epoca, sia in quello più ampio, come elemento attrattivo dell’Esposizione in occasione della quale fu costruita, dando luogo a grandi spostamenti di persone reso possibile dallo sviluppo della ferrovia.

La torre fu uno dei primi esempi di costruzioni in ferro battuto realizzate su grandi dimensioni. Fu costruita dall’ingegnere Gustave Eiffel assistito dagli ingegneri Maurice Koechlin e Emile Nouguier e anche dall’architetto Stephen Sauvestre (che “disegnò” la torre che Eiffel aveva inizialmente concepito come struttura a fasci di ferro piuttosto rigidi).
Gli studi sul progetto cominciarono nel 1884. La sua costruzione cominciò nel 1887 e terminò 26 mesi dopo nel 1889. Tuttavia, non tutti consideravano la torre come simbolo di progresso e modernità, infatti ci furono molte persone illustri del mondo letterario e artistico che non erano d’accordo con la realizzazione della torre. Per citarne alcuni ricordiamo Charles Gounod, Guy de Maupassant, Alexandre Dumas fils, François Coppée e Charles Garnier, che inseguito cambiarono la loro idea nei confronti di essa. Le polemiche principali che venivano fatte erano di carattere estetico: veniva definita una massa di ferro deforme inutile e non gradevole alla vista.

Ecco qui di seguito un breve brano della lettera di protesta di alcuni artisti:
“Noi, scrittori, pittori, scultori, architetti, amatori, appassionati della bellezza fino ad ora intatta di Parigi, veniamo a protestare con tutte le nostre forze e tutta la nostra indignazione, in nome del buon gusto francese tradito, in nome dell’arte e della storia francese minacciate, contro l’erezione, nel cuore della nostra capitale, dell’inutile e mostruosa Torre Eiffel, che la malignità pubblica, spesso improntata al buon senso e allo spirito di giustizia, ha già ribattezzato Torre di Babele.(…) abbiamo il diritto di proclamare ad alta voce che Parigi è una città senza rivali nel mondo intero (…) sorgono i più nobili monumenti che il genere umano abbia mai partorito.(…) da ogni angolo dell’universo, Parigi suscita curiosità e ammirazione.
Lasceremo dunque che tutto questo venga profanato?”


L’altezza nel 1889 era di 312.27 metri contando la bandiera (vedi immagine).
Oggi sommando le antenne della televisione poste sulla sommità raggiunge l’altezza di 324 metri.
È interessante sapere, che a dipendenza della temperatura ambientale, l’altezza della torre può variare di diversi centimetri a causa della dilatazione del metallo. È composta da quindicimila pezzi metallici saldati insieme e pesa complessivamente diecimila tonnellate. Poggia su quattro enormi piloni con base di cemento e si divide in tre piani: il primo a 57 metri, il secondo a 115 e il terzo a 274 metri.
La torre è munita di scale e ascensori; al primo piano si trova un ristorante, e alla sommità sono collocate una stazione meteorologica, una stazione radio e un ripetitore televisivo (un tempo vi era anche lo studio dell'ingegner Eiffel).
Da questa altezza, se la visibilità è buona, si può arrivare a vedere fino a 70 chilometri di distanza.

Inizialmente era stata costruita solo come simbolo per celebrare i progressi della tecnica ed il permesso di lasciare in piedi la torre durava solo 20 anni. Fortunatamente fu risparmiata per utilità scientifiche come misure meteorologiche, analisi dell’aria, ma principalmente la sua utilità era quella di essere antenna per le comunicazioni radio e telegrafiche. Per essere più precisi Eiffel aveva permesso di realizzare esperimenti di telegrafia senza fili fra la torre e il Panthéon. In seguito servì da comunicazione con le navi da guerra ed i dirigibili, oltre ad intercettare i messaggi di nemici della Francia. Per questa funzione di difesa nazionale la torre non fu più distrutta.
Oggigiorno riveste importanza turistica e ancora comunicativa (diverse televisioni francesi possiedono sulla sommità la loro antenna). Fino all’erezione nel 1930 del Empire State Building è stato il monumento più alto del mondo.

 

Conclusione


La torre è rimasta un’enorme costruzione di ferro che si trova, tuttora, nel centro urbano.
Non fu immediatamente accettata da tutti i francesi e, personalmente, posso comprendere che rispetto ai monumenti precedenti è stata una costruzione particolare che poteva non piacere a tutti. Si voleva, infatti, evidenziare una differenza rispetto al gusto tradizionale del passato e manifestare l’inizio di una nuovo epoca caratterizzata dall’uso di nuovi materiali e di un nuovo rapporto tra ingegnere e architetto. Per noi oggi non è più qualcosa di particolarmente stravolgente, anche perché rispetto agli altri monumenti che si costruiscono oggigiorno la Torre Eiffel è qualcosa di piacevole alla vista.
Il suo significato nei secoli è accresciuto: ha testimoniato, dapprima, il progresso dell’umanità rispetto al passato con l’impatto dell’industria sul mondo artistico, poi si è sommato il significato di costruzione per la difesa nazionale ed infine simbolo di una nazione e attrazione turistica. Questo penultimo significato di identità nazionale penso che possa essere in parte a rischio a causa del terrorismo. Per queste persone, le opere d’arte che proiettano ed esprimono le identità collettive sono divenute luoghi da abbattere, come è successo per le due Torri di New York.
I terroristi sanno che colpendo i monumenti che possiedono un valore simbolico collettivo colpiscono contemporaneamente un intera nazione, un intero popolo ed il suo spirito di grandezza.
In ogni caso penso che la torre Eiffel è una dei simboli nazionali che prenderanno meno in considerazione, visto che è stata costruita con uno dei materiali più resistenti al mondo.


Bibliografia


Libri:
• Giovanna Magi, Il libro d’oro- tutta Parigi, Casa editrice Bonechi, Firenze, 1995
• Guido Zucconi, La città dell’Ottocento, Editori Laterza, Bari, 2001
• L’immagine è stata tratta da:
A.A.V.V., Parigi, Garzanti Grandi Opere s.p.a., Milano, 2000


Web:
www.ateneonline-aol.it Portale in lingua italiana dell’università di Palermo, si possono trovare delle testate giornalistiche. Visitato il 18.4.2006.
www.sguardomobile.it Portale in lingua italiana dell’università di Siena in cui si possono trovare testi letterari di diverso genere. Visitato il 18.4.2006
www.wikipedia.org Enciclopedia multimediale in lingua italiana, nella quale si possono trovare svariate informazioni.Visitato il 18.04.2006
www.discoverfrance.net Portale in lingua inglese riguardante informazioni sull’arte, la cultura ed il turismo francese. Visitato il 18.04.2006
www.tour-eiffel.fr Portale in lingua francese: è il sito ufficiale della Torre Eiffel. Visitato il 18.04.2006
www.ilpaesaggio.it Portale ufficiale dell’Istituto per lo studio del paesaggio e dell'architettura rurale. Visitato il 10.5.2006.






 

Simbolo di progresso e modernità nell’Esposizione universale del 1891

Fonte: A.A.V.V., Parigi, Garzanti Grandi Opere s.p.a., Milano, 2000

Veduta generale dell’Esposizione universale
di Parigi,1889,manifesto del XIX secolo
Parigi, Museo Carnavalet

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